giovedì 20 gennaio 2022

Gentile Professore, San Quirico D'orcia 2005







Westbeth House, New York 2007

 

Westbeth è la più grande comunità di artisti nel mondo.

Situata nel Greenwich Village, è stata creata nel 1971, anno in cui alcuni tra i più importanti artisti americani furono invitati ad abitare questa enorme edificio (come Merce Cunningham per la danza, Gil Evans per il jazz, Diane Arbus per la fotografia).

E così iniziò un periodo di intensissima vita culturale e artistica, che andava di pari passo con il fermento creativo e la vivacità intellettuale di New York.

Questo periodo durò per più di vent’anni, durante i quali Westbeth divenne un fondamentale punto di riferimento per la comunità artistica newyorkese.

Una serie di regole resero Westbeth un’isola felice all’interno del mercato immobiliare che stava diventando sempre più sfrenato: affitti proporzionati all’entrata annuale di ciascun artista, nessuna possibilità di comprare gli appartamenti, studi in continua rotazione tra gli artisti. 

Adesso Westbeth si è trasformata in un nostalgico luogo abitato da artisti per lo più anziani, che vivono al di fuori del tempo, nel ricordo degli anni d’oro del Greenwich, in una New York sempre più frenetica, che sembra lasciare poco spazio ai valori e allo stile di vita di un tempo.

 

 












Sono nata e cresciuta a Malta. Da piccola passavo interi pomeriggi a guardare mio padre mentre dipingeva. Non dicevamo una parola. Lui lavorava, io osservavo. È così che la pittura è entrata nella mia vita. 

Mio padre non mi ha mai detto cosa fare o come farlo. Non mi ha mai dato consigli. È stato tutto molto naturale. 

Ho bisogno di creare la natura anche dove non c’è….il verde, gli alberi, gli animali. Mi mancano molto. 

È per questo che amo creare dei piccoli giardini nella mia casa oppure dipingere animali o paesaggi fantastici.

 

Jean


                                                    











Sono nel periodo più felice della mia vita. Quando ero giovane non sapevo vivere. Ero spesso angosciato. Quando si è giovani si vuole essere in un modo piuttosto che in un altro. Si vuole emergere, apparire, fare, fare, fare. 

Quando si è più anziani si è come si è. 

Il problema è che ci vuole un’intera vita per accettarlo; ma con un po’ di coraggio si può imparare, almeno prima di morire. 

Questi quadri sono la Guerra: li ho fatti pensando alla seconda Guerra mondiale.

 

John

 

 

 

 

                                                             

                                                
















Vivo qui da 36 anni. Senza questo posto non avrei avuto la possibilità di vivere qui a New York e di fare quello che ho fatto. 

Ho vissuto sempre con l’ansia di finire sul lastrico. Ma ad un certo punto ho capito di avere un angelo custode. Ed è stato come tirare un sospiro di sollievo….

Purtroppo il mio angelo custode è un pochino sadico….aspetta sempre l’ultimo minuto per aiutarmi….

Giusto un secondo prima che tutto precipiti.

 

Mary